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Sezione solaio a lastre prefabbricate in c.a.n. --scheda--clicca sull'immagine per ingrandire
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Prestazioni statiche dei solai a lastre in c.a.n. --scheda--clicca sull'immagine per ingrandire
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Descrizione del procedimento costruttivo delle lastre prefabbricate in cemento armato normale tipo ' predalle'
Le lastre prefabbricate in cemento armato normale tipo 'Predalle', dette di seguito 'lastre',sono essenzialmente costituite da:
- Una suola di conglomerato cementizio vibrato di vario spessore. - Un'armatura annegata e diffusa nella suola costituita o da una rete elettrosaldata oppure da armature singole predisposte a forma di rete.
- Un numero variabile di tralicci in acciaio elettrosaldato, ciascuno dei quali composto da n°2 barre inferiori, un corrente superiore e due file di staffe, anch'essi annegati nella scuola. - Barre aggiuntive in acciaio. - Elementi di alleggerimento costituiti da blocchi di polistirolo espanso,
laterizio o simili, posti sopra la suola negli interspazi tra traliccio e traliccio.
Nella presente relazione si farà riferimento ad una lastra standard di larghezza complessiva di 120 cm, realizzata con armatura diffusa (rete elettrosaldata), n.3 tralicci e n.2 elementi
di alleggerimento in polistirolo espanso (per maggior chiarezza si rimanda agli schemi grafici allegati).
La produzione delle lastre prefabbricate avviene all'interno dello stabilimento tramite un impianto costituito da n.2 casseri metallici fissi di dimensioni mt. 56,00 x 2,50.
I casseri all'occorrenza vengono infatti suddivisi da un elemento fermagetto centrale di larghezza di cm. 10, determinando così due corsie da cm. 120 per ogni cassero.
Il ciclo produttivo prevede le seguenti operazioni:
- In primo luogo si effettua la pulizia del cassero sul quale verrà successivamente confezionata la lastra. - Sul cassero così pulito, viene tracciata la lastra ed introdotti i ritegni laterali del conglomerato cementizio
(fermagetti). Vengono anche predisposti a misura l'armatura diffusa (rete elettrosaldata), i tre tralicci elettrosaldati e tutti i tondi aggiuntivi, quando necessari. A questo punto, esaurita la fase di tracciamento della lastra e di posizionamento delle armature, si provvede al getto della
stessa con un distributore mobile di conglobamento cementizio viene costipato e livellato, eliminando i vuoti d'aria residui, controllando che tutte le armature di confezione siano uniformemente avvolte e ricoperte dal conglomerato stesso. - L'operazione sucessiva del ciclo di lavorazione
prevede il posizionamento dei blocchi di polistirolo espanso, quando previsti. - A questo punto ha inizio la fase di maturazione e stagionatura del conglomerato, in ambiente umido mediante la somministrazione di vapore, inducendo sul cassero una temperatura media controllata compresa tra 20
e 25 gradi centigradi. - L'ultima fase, quella dello scassero, avviene con l'ausilio di una gru a ponte fornita di bilancino scorrevole autoregolante per la verticalità delle funi ed il bilanciamento del carico sui punti di sospensione, che sono in totale 6 o 9 a seconda delle dimensioni della
lastra, applicati in altrettanti punti dei tralicci. La gru a ponte provvede a sollevare la lastra, trasportarla e sistemarla provvisoriamente all'interno dello stabilimento in cataste poggianti su pianali di legno, costituite da 5 - 8 file di lastre sovrapposte. Successivamente, dopo un
periodo di tempo indicativo di 3 - 4 giorni dal getto, le cataste vengono trasportate all'esterno con un carrello elevatore e sistemate per la definitiva stagionatura in appositi spazi destinati allo stoccaggio.
Il tempo che intercorre tra la posa del polistirolo e lo scassero, generalmente
24 ore, è sufficiente affinchè il conglomerato abbia una resistenza che gli permetta di sopportare le sollecitazioni momentanee indotte durante il sollevamento ed il trasporto sulle cataste. Effettuato lo scassero il ciclo produttivo si ripete secondo quanto prima detto. |
 Lastre tralicciate |
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