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Sezione solaio a travetto singolo --scheda--clicca sull'immagine per ingrandire
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Descrizione del procedimento costruttivo dei travetti prefabbricati a traliccio per solai
I travetti prefabbricati a traliccio per solai, detti di seguito 'travetti', sono essenzialmente costituiti da:
- Fondello in laterizio di dimensioni cm 50 x cm 12 x cm 4 . - Traliccio in acciaio elettrosaldato, composto da n°2 barre inferiori, un corrente superiore e due file di staffe.
- Barre aggiuntive in acciaio. - Conglomerato cementizio.
I travetti sono ottenuti con l'accostamento longitudinale dei fondelli, convenientemente bagnati da un impianto di irrigazione a spruzzo e posti sopra un nastro trasportatore, entro i quali vengono alloggiati nel reparto di confezione le barre inferiori del traliccio mediante pinzatura, ed i tondi aggiuntivi.
L'accostamento dei fondelli viene effettuato sino ad ottenere la lunghezza voluta del travetto, mentre il traliccio e i tondi aggiuntivi vengono tagliati a misura, in modo da non avere giunzioni nell'armatura resistente.
I fondelli, a forma di cassero e completi di tutte le armature necessarie, passano sotto un distributore di conglomerato cementizio, dove si provvede al loro riempimento ed alla sucessiva rasatura e costipazione mediante l'azione vibrante del nastro trasportatore.
I travetti così confezionati passano per spinta dal nastro trasportatore ad una griglia di pulitura e raschiatura dei fondelli con il recupero della malta in eccedenza e,
in un secondo momento, ad una rulliera dove, a gruppi di 8, vengono sollevati da una gru su rotaia provvista di 16 ganci e accatastati momentaneamente. Dopo, con un carrello elevatore, i travetti vengono depositati ed accatastati definitivamente in ambiente naturale e all'interno del cantiere di prefabbricazione, opportunamente organizzato con appositi spazi adibiti allo stoccaggio ed alla maturazione delle cataste dei travetti stessi.
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Descrizione delle fasi di realizzazione del solaio, finito in ogni sua parte
Il solaio finito in ogni sua parte è frutto di una serie di operazioni che si effettuano nel cantiere di lavoro in cui il solaio stesso deve essere realizzato, e che quì descriviamo.
Per prima cosa è necessario, con particolare cura e diligenza, predisporre i sostegni rompitratta provvisori del solaio in direzione normale a quella della orditura dei travetti. Tali rompitratta, da dimensionare di volta in volta in base alle esigenze statiche dei tralicci con cui vengono confezionati i travetti, ed in ogni caso mai a distanza superiore a quanto indicato nelle apposite tabelle o sugli elaboratori di progetto.
I ritti di sostegno dei rompitratta devono essere sufficientemente rigidi ed opportunamente controventati in modo da non incorrere in fenomeni di instabilità ed inflessione laterali per carico di punta.
I travetti prefabbricati vengono successivamente orditi ed appoggiati sui rompitratta all'interesse di progetto,in maniera da consentire la posa in file parallele dei blocchi di laterizio che, assieme ai travetti stessi, formano le nervature mono direzionali resistenti del solaio (gargami).
Durante la posa dei blocchi in laterizio, deve essere evitata ogni tipo di forzatura che possa indurre tensioni indesiderate sul laterizio stesso.
In una terza fase, nel rispetto dell'altezza utile e del copriferro di progetto, vengono posizionate le armature dei cordoli e delle eventuali travi o mensole, quelle delle nervature trasversali di irrigidimento (corree), l'armatura di ripartizione della cappa e le armature integrative necessarie per l'assorbimento dei momenti negativi agli appoggi.
L'impalcato così realizzato deve essere opportunamente bagnato in modo che il laterizio non sottragga l'acqua di impasto al conglomerato cementizio, provocandone un suo rapido essicamento ed un conseguente ritiro eccessivo.
A tale fase, in conformità a quanto previsto al punto 6.1.1 del D.M. LL. PP. 14-02-1992, seguirà quella fase del getto, da seguire a temperatura ambiente > 0° C, evitando qualsiasi accumulo localizzato.Il conglomerato cementizio dovrà essere vibrato e costipato per renderlo compatto e privo di vuoti d'aria e, successivamente, mantenuto umido per almeno tre giorni.
Il getto dovrà essere realizzato in un'unica soluzione in modo da garantire l'intima collaborazione e coesione tra nervature, cappa, laterizio, cordoli e parti strutturali presenti sull'impalcato. Dovrà essere eseguita anche, sino a completa maturazione, una efficace manutenzione del getto, in funzione delle particolari condizioni ambientali ed atmosferiche presenti (bagnatura per evitare l'eccessiva evaporazione, protezione dal gelo e dagli agenti agressivi, ecc. ecc.)
Il disarmo dovrà venire per gradi evitando azioni dinamiche e non prima che la resistenza del
congelamento abbia raggiunto il vapore prescritto, come anche stabilito al punto 6.1.5 del D.M. LL. PP. 14-02 1992. |
 Travetti tipo bausta |
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